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Mimamoru

Chi sono

Tantissimi anni fa, quando stavo cercando di capire cosa mi sarebbe piaciuto diventare da grande, incontrai una poesia di García Lorca.

Da allora porto questi versi con me, scritti su quello stesso foglio che ho appeso nei luoghi dove mi sono fermata di più.

Con quale sguardo stiamo accanto alle creature che crescono? 

Come le ascoltiamo, che attenzione diamo alle loro voci a volte prigioniere, lontane perché facciano ritorno?

Le creature bambine crescono, cambiano e ci cambiano.
È un tempo denso di mistero, di
domande. Come possiamo star loro accanto, ascoltare la loro voce e ritrovare la nostra per dirci, riconoscerci e ritrovarci?

Il bambino cerca la sua voce.
(L’aveva il re dei grilli).

In una goccia d’acqua

cercava il bambino la sua voce.

Non la voglio per parlare,

me ne farò un anello

che porterà il mio silenzio

al dito mignolo.

In una goccia d’acqua

cercava il bambino la sua voce.

(La voce prigioniera, lontano,

si metteva un vestito di grillo).

Garcia Lorca

Sono Francesca Sisto.
Come
educatrice professionale e pedagogista accompagno le persone piccole e grandi della famiglia e dei servizi educativi in questo cammino.

Amo da sempre il verbo 見守る mimamoru.
Il dizionario lo traduce come “guardare con attenzione”, ma è molto di più. Basta scomporlo, perché in esso miru 見る è “guardare/ vedere” e mamoru 守 è “proteggere”.

Mi riassume insieme la resa e l’amore, perché capitano innumerevoli occasioni nella vita in cui non si può far altro che guardare una schiena che sparisce all’orizzonte. Quando non si può fare nulla, è allora come un vegliare. Guardare (miru 見る) del resto è in giapponese un occhio con le zampe, proteggere (mamoru 守る) ha un tetto sulle spalle.

Lo ripeto: amo profondamente questo verbo attaccato a un discorsare comune, che elargisce quello stesso affetto, quella stessa attenzione per il prossimo che avverto costante nella vita quotidiana giapponese.

Mimamoru evoca in me il fazzoletto sventolato dai treni e dalle banchine alla stazione nel secolo precedente, quello sguardo che cala dalla montagna per chi si appresta alla discesa o alla scalata, l’augurio sentito d’un oltre, di un dopo che scavalca la nostra giurisdizione.

Mi piace soprattutto pensare che anche le azioni di un altro, di cui per forza di cose ci arriva solo un’immagine differita, come una eco, siano importanti per noi. Seguire quel qualcuno, guardarlo con la dovuto attenzione. Augurargli il meglio. Come, allargando, il manifestare il fatto che teniamo a quella vita, che vogliamo stia bene, al di là di noi.

Laura Imai Messina

Radici

Sono un’educatrice professionale socio-sanitaria e una pedagogista.
Per diventarlo, ho camminato insieme a…
 

Ars Diapason

La mia storia è iniziata nel 1989 a Torino con ArsDiapason, con cui ho realizzato corsi di formazione interdisciplinari nei servizi educativi 0-6 anni e nelle scuole primarie sui temi della qualità della relazione educativa in ottica di prevenzione della salute mentale di adulti e bambini.

Ho seguito il progetto “Nascita e dintorni”, rivolto a neo famiglie, come consulente di massaggio neonatale in gruppi mamma-bambino e conducendo atelier di movimento espressivo per creature da tre anni in su. Sono stati anni di ascolto e osservazione accompagnati dalla dottoressa Germana De Leo: la mia vita professionale e formativa metteva radici in me.

Cooperativa Sociale RES

Fino al 2006 sono stata socia-lavoratrice della Cooperativa Sociale RES s.c.s, in qualità di responsabile dei servizi socio-educativi. Come educatrice sociosanitaria mi sono occupata di presa in carico educativa, coordinamento dei servizi e successivamente di progettazione sociale realizzando servizi di integrazione scolastica, sociale, abitativa e lavorativa per famiglie con bambini, giovani e adulti in situazione di handicap intellettivo e fisico. Inoltre ho accompagnato la formazione delle equipe educative territoriali che lavoravano in questo ambito.

In questo tempo, nella supervisione e nel lavoro formativo con la dott.ssa Ornella Morpurgo, ho sperimentato il senso di una presenza educativa che cura e incoraggia la crescita approfondendo e applicando l’osservazione partecipata come strumento di conoscenza privilegiato congiuntamente al lavoro domiciliare con le famiglie delle persone in carico.

Opera Munifica Istruzione

Dal 2007 sono stata la responsabile del programma istituzionale dell’IPAB Opera Munifica Istruzione. Mi sono occupata della direzione pedagogica del Nido della Musica, della direzione scientifica e della realizzazione di seminari e corsi di formazione per professionisti dei servizi educativi 0-6 anni e della supervisione pedagogica di Nidi in famiglia. 

Ho vissuto la mia funzione come incoraggiamento alla genitorialità nascente, per avvicinare gli adulti al punto di vista dei bambini in favore della costruzione di un legame mentale.

Casa Maternità Prima Luce

Insieme alle ostetriche della Casa Maternità Prima Luce incontro ogni giorno madri, padri e creature neonate: respiro con loro il tempo dei legami che iniziano, dei gesti piccoli che custodiscono mondi.

Le mie maestre, le mie madri, le mie scuole

La danza-terapia e la psicodinamica

Sono nata come operatrice di danza-terapia, formata alla Civica Scuola di Animazione Pedagogica e Sociale del Comune di Milano con il corso di formazione triennale condotto da Maria Fux.

Questa esperienza è stata accompagnata dalla formazione in ambito psicodinamico presso il Centro Studi ArsDiapason di Torino con la supervisione  e il sostegno della dott.ssa Germana De Leo, medico, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta psicoanalitica, figura di riferimento nello sviluppo dei servizi di salute mentale per l’infanzia a Torino.

La pedagogia

Grazie all’incoraggiamento e all’esempio professionale di Vilma Raimondi, impegnata per mettere le persone, le famiglie e le comunità al centro dei servizi sociali costruendo relazioni attente, accoglienti e solidali, sono poi diventata Educatrice Professionale sociosanitaria e successivamente ho conseguito la Laurea Magistrale in Pedagogia.

Sono stati gli anni in cui, guidata dalla dott.ssa Ornella Morpurgo, psicologa e psicoterapeuta psicoanalitica attenta a osservare, comprendere e avvicinarsi al mondo interno di bambine e bambini, ho imparato ad amare l’osservazione partecipe come una soglia preziosa verso la conoscenza di sé e di relazione con l’altro: un cammino silenzioso e vivo, capace di condurmi incontro a persone piccole e grandi per conoscerle.

Lo sguardo psicoanalitico

Ho approfondito i miei studi in Psychoanalytic Observational Studies alla Tavistock Clinic and University of East London con AIPPI Milano, conseguendo il Master in “Lavoro con neonati, bambini e famiglie”.

Ho nutrito questo approccio attraverso la formazione permanente, in particolare con i seminari e le supervisioni sulla consultazione alle famiglie “Under Three” del Centro Studi “Marta Harris” di Firenze e il corso di formazione triennale sulla consultazione partecipata di Dina Vallino, dell’Associazione Dina Vallino (Milano).

Mi sono formata con AIPPI Milano per utilizzare l’intervento breve di prevenzione “Guardami giocare!”, sviluppato presso la Tavistock Clinic per promuovere la relazione tra il bambino e l’adulto attraverso l’osservazione del gioco spontaneo.

Il neonato e il suo sviluppo

Mi sono specializzata presso il Centro di Formazione Brazelton dell’Ospedale Meyer di Firenze per sostenere lo sviluppo del bambino con la formazione sulla valutazione comportamentale e sulla promozione dello sviluppo del neonato a termine, sulla promozione dello sviluppo psicomotorio nei primi tre anni di vita e con il Centro Brazelton di Roma, Nati insieme, sui Touchpoint della crescita.

Il mio percorso formativo è stato riconosciuto attraverso la certificazione internazionale del Newborn Behavioral Observations System (osservazione del comportamento neonatale)

I gruppi di parola per figli di genitori separati

Nel mio lungo lavoro nei servizi educativi 0/6 ho osservato da vicino quanto possa essere difficile per gli adulti — genitori e professionisti — riconoscere che anche un bambino molto piccolo ha bisogno di comprendere, con modalità adeguate alla sua età, i cambiamenti familiari che incidono sulla sua quotidianità e sui legami fondamentali per la crescita. Questa prospettiva mi ha permesso di cogliere l’origine di alcune fatiche evolutive che possono lasciare tracce significative nelle tappe successive dello sviluppo.

A partire da questa esperienza, mi sono formata presso l’Università Cattolica di Milano come conduttrice di Gruppi di Parola per figli e figlie di genitori separati.

Il metodo Caviardage®

Nel mio percorso ho sempre cercato, valorizzato e vissuto l’espressività artistica.
Per prima ho incontrato la danzaterapia, che ha acceso in me l’attenzione all’espressione corporea non verbale,al movimento che continua a nutrire il mio sguardo quando osservo ciò che le creature raccontano attraverso il corpo.


Ho cominciato poi a scegliere gli albi illustrati come strumento privilegiato per abitare in modo generativo la distanza fra ciò che c’è e ciò che non si vede, parola, immagine, silenzio.

Mi sono avvicinata al Metodo Caviardage® tenendo vicino a me questo percorso e col desiderio dianimata dallo stesso desiderio: offrire parola a ciò che parola ancora non è — eppure parla e chiama e può così trovare la via per esprimersi.

Le mie creature

Nel tempo ho costruito e accompagnato progetti che ora camminano da sé:

INSIEME A

Cooperativa RES

Insieme alla Cooperativa Res, ho desiderato fortemente tradurre la dimensione culturale in intervento politico, perché la progettazione sostenesse e realizzasse una coscienza etica della cura e del rispetto della persona.

Occorre infatti che le politiche sociali offrano risposte complesse, come lo sono i bisogni e la qualità della vita delle persone.

Chiamatemi per nome

Da queste premesse è nato il progetto “Chiamatemi per nome”, pensato per rendere fruibili anche ai ragazzi in situazione di handicap le esperienze di tempo libero e di socializzazione tra coetanei presenti normalmente sul territorio.

Comunità alloggio di Borgaro

Ho collaborato alla fondazione della Comunità alloggio di Borgaro, una risposta abitativa che permettesse alle persone in situazione di handicap sia fisico che psichico di rimanere sul proprio territorio, senza essere sradicate dai legami, dai luoghi, dagli spazi conosciuti ed amati.

Convivenza Guidata a Ciriè

Ho promosso la Convivenza Guidata a Ciriè, per sostenere le persone in situazione di handicap medio lieve in un percorso di autonomia e di accompagnamento esistenziale nelle esperienze della vita quotidiana.

Servizio di appoggio scolastico

Negli stessi anni ho fondato il servizio di appoggio scolastico per gli alunni/e in situazione di handicap dello stesso territorio.

INSIEME A

Opera Munifica Istruzione

Ho realizzato il programma MenoUnoPiùSei, rete di azioni e pensieri comuni per adulti che crescono insieme ai bambini, un’esperienza per coordinare e intrecciare i diversi soggetti della formazione e dei servizi rivolti alle famiglie nell’ottica della Early Childhood Education and Care.

All’interno di questo contenitore ho promosso e coordinato vari progetti specifici:

Il nido della musica

Responsabile scientifica, con il desiderio di pensare i servizi 0/6 come luoghi per costruire legami intimi tra le persone (grandi e piccole).

Spazio ai Minuscoli che crescono

Spazio-gioco per genitori e bambini 8/36 mesi.

Concerto Bambino

Per sperimentare un abbraccio sonoro, in cui non esiste palco né platea e dove i bambini si possono muovere liberamente nello spazio, usare la voce, interagire con i musicisti.

Corti.li

Ho aperto il Punto Lettura Corti.li, presidio di Nati per Leggere, che ho abitato di attività per famiglie, scuole e professionisti.

Bambini a Corolla

Un momento di lettura per stare insieme ai propri bambini, andando piano.

#allattarealnidosipuò

Accompagnare nei processi di separazione valorizzando gli stili genitoriali.

Dialoghi per la Crescita

Incontri tematici rivolti ai genitori per pensare e crescere insieme.

COSA POSSIAMO FARE INSIEME